Immaginate una distesa di specchi estesa come 25 campi da calcio, con al centro due grandi serbatoi e una piccola costruzione da cui partono linee elettriche ad alta tensione. Entro tre anni questo scenario potrebbe diventare realt:  iniziata a Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa, la costruzione della prima centrale elettrica integrata a energia solare e gas naturale. Sar l'ultima tappa del progetto Archimede, il piano di sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di elettricit dall'energia solare elaborato dall'ENEA.
Il principio di funzionamento  familiare a chiunque abbia giocato da bambino con una lente di ingrandimento: concentrando i raggi solari su una superficie molto piccola (chiamata fuoco)  possibile ottenere temperature molto alte (e combinare guai per casa). Al posto delle lenti, le centrali utilizzano specchi di grande precisione che riescono a raggiungere temperature di parecchie centinaia di gradi. Il risultato finale  quello di produrre vapore, che viene mandato a un turbina per generare elettricit. Una tecnologia tutto sommato semplice, che deve per vedersela con un grosso limite: la luce solare  disponibile solo di giorno (senza contare il cattivo tempo); poich l'energia elettrica va prodotta nel momento in cui  richiesta, una centrale solare, senza l'aiuto di altre fonti energetiche, rischierebbe di lasciare al buio i propri utenti al calare del sole o alla prima giornata nuvolosa. Per ovviare a questo inconveniente, a Priolo sar sperimentato un serbatoio di accumulo in cui conservare il calore concentrato dagli specchi per utilizzarlo in seguito in funzione della richiesta di energia.
A immagazzinare il calore sar una miscela liquida di sali di potassio e sodio, un composto poco costoso e a basso impatto ambientale, attualmente usato come concime di origine naturale. In precedenza si utilizzava un olio minerale infiammabile e tossico, e per motivi di sicurezza non era possibile realizzare un serbatoio di accumulo. Inoltre, i sali sono in grado di lavorare a temperature pi alte, aumentando l'efficienza dell'impianto: a Priolo si raggiungeranno i 550 C, contro i 390 C delle centrali attualmente in funzione, come la centrale di Kramer Junction nel deserto del Mojave (California). I sali fusi verranno scaldati passando all'interno di tubi che si trovano proprio nel fuoco degli specchi. La miscela che verr utilizzata a Priolo  gi stata collaudata negli impianti di Solar Two, realizzati sempre in California. Qui, a differenza di ci che accadr a Priolo, gli specchi concentrano i raggi solari su un ricevitore posto alla cima di una torre, alta 85 metri. Per aumentare il numero degli specchi e la potenza di impianti di questo tipo  per necessario costruire torri sempre pi alte, perch queste siano raggiungibili anche dagli specchi pi lontani. Esistono progetti per torri da 200 metri di altezza, ma le difficolt di realizzazione sono enormi, anche perch per concentrare i raggi esattamente sulla sommit della torre occorrerebbero specchi estremamente precisi e costosi.
La riduzione dei costi  invece un'altra linea guida del progetto Archimede: l'intero sistema di specchi  stato ideato per ridurre le spese di costruzione, installazione e manutenzione. Il tutto senza pregiudicare eccessivamente le prestazioni, perch gli specchi sono il cuore del sistema: devono concentrare i raggi solari in un area molto piccola e con la massima precisione possibile, resistendo alle sollecitazioni del vento e alle intemperie per 30 anni, la durata prevista di funzionamento della centrale. Il vento  il nemico pi temibile, perch gli specchi deformandosi disperdono i raggi solari; dalle simulazioni eseguite al computer i collettori dovrebbero rimanere efficienti fino a velocit di 50 km/h. Al di sopra di questa velocit gli specchi vengono ripiegati per evitare danni alle strutture di sostegno. Anche il tubo al cui interno scorrer la miscela di sali fusi  stato interamente riprogettato per resistere a una temperatura di quasi 600 C senza deformarsi. In queste condizioni anche il semplice contatto con l'acqua piovana fredda provoca un vero e proprio shock termico, che il tubo dovr essere in grado di sopportare senza danni.
Il Progetto Archimede, lanciato dall'ENEA nel 2001, ha gi portato nel 2003 alla realizzazione di un piccolo impianto sperimentale da 4 MW presso Montalto di Castro. La centrale di Priolo Gargallo  entrata in servizio nel 1979 ed  alimentata a gas naturale. L'impianto solare che verr costruito ne aumenter la potenza di 20 MW (la potenza attuale  di circa 750 MW), quanto basta per alimentare una cittadina di circa 20.000 abitanti. L'investimento previsto per i lavori  di 50 milioni di euro, suddiviso fra ENEL ed ENEA. Secondo le previsioni, la produzione di 1 kWh di energia coster poco meno di 8 eurocent, ma in futuro l'installazione di pi impianti in serie potrebbe far scendere il prezzo fino a 3 eurocent, confrontabile con il prezzo dell'energia ricavata dai combustibili fossili che negli ultimi 4 anni  oscillato tra i 2 e i 5 eurocent al kWh.
Priolo sar la prima dimostrazione su scala industriale della nuova tecnologia che dovr ottenere energia pulita e continuamente disponibile - dice Rubbia -, un salto tecnologico che permetter, se utilizzato su scala adeguata, di contribuire in modo determinante ad una maggiore indipendenza energetica e alla riduzione dei gas serra, primo fra tutti il biossido di carbonio, le cui emissioni, sulla base degli impegni del protocollo di Kyoto, dovrebbero tornare ai livelli del 1990 entro il periodo 2008-2012. La carta vincente dell'energia solare  la sua versatilit: poich una centrale  costituita da molti moduli di base identici, variandone il numero  possibile ottenere la potenza che si desidera (a patto di avere sufficiente terreno libero). Usando la medesima tecnologia di base si possono realizzare piccoli impianti destinati a servire isole o localit difficilmente raggiungibili, oppure vere e proprie centrali collegate alla rete. Oltre che per la produzione di elettricit, il calore accumulato potrebbe anche essere usato in processi industriali come la produzione di vari derivati del petrolio o di gas artificiale. Le prospettive non si esauriscono qui: l'Africa settentrionale costituirebbe una zona ideale per la costruzione di grandi impianti. La maggiore insolazione della zona e il passaggio alla produzione in serie dei vari componenti permetterebbero infatti di ridurre ancora i costi. Ad esempio, una centrale con una superficie di raccolta di poco pi di 3 km2 arriverebbe a produrre una potenza di 400MW al costo di soli 3 eurocent al kWh. Ma per avere energia elettrica dal deserto del Sahara occorrer pazientare ancora un po'.

A Tapio Station, nel Nuovo Galles del Sud (Australia), sorger una gigantesca torre solare alta un chilometro. Il funzionamento dell'impianto sar completamente diverso da quello delle centrali dotate di specchi riflettenti: grazie a un'enorme "serra" composta di materiale trasparente e posta alla base della torre, verr riscaldata una massa d'aria che sar convogliata nel camino creato dalla torre, del diametro di 130 m, facendo girare 32 turbine. La centrale, che produrr 200 MW, equivalenti al fabbisogno di 200.000 utenze domestiche, sar pronta entro il 2007 e coster almeno 380 milioni di euro.

